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Facilitare uno UX Book Club

Il 30 settembre in GNV si è tenuto uno UX Book Club sul tema del libro Lean UX di Jeff Gothelf. Creare l’agenda di un meeting può sembrare semplice. Combinare però il giusto mix di attività per far sì che la discussione scorra il più fluida possibile restando negli argini nel tema è tutt’altro che […]

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Integrate Yaml in your Sass through Compass

I have been using Sass since many years and every year the way I organise my code changes.

In the last year I have had the opportunity to work a lot on Styleguides, a nice way to create artifacts of code (HTML, CSS and JS) that developers can easily use to prototype their products.

This change has raised a new need for me: reducing duplication of code.

Let’s make an example.

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Le tue retrospettive sono un investimento o un costo?

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Retrospective lifecycle

“At regular intervals, the team reflects on how to become more effective, then tunes and adjusts its behaviour accordingly.” From Agile Manifesto

Le retrospettive sono uno strumento che un team utilizza per osservarsi e decidere gli eventuali esperimenti di miglioramento. Esse permettono di far emergere problemi impliciti, di osservarli in maniera – se possibile – analitica e decidere come gruppo dove andare, nell’intento di ridurre la probabilità di commettere gli stessi errori o di raggiungere un obiettivo collettivo. Non esiste un metodo univoco per organizzarne una e condurla. Ci sono diversi autori che stanno cercando di creare dei framework di attività, anche ludiche, per massimizzare il ROTI (Return Of Time Invested). Le retrospettive si possono applicare a più livelli di frequenza o dettaglio, oppure su soggetti diversi (un prodotto, un team, la relazione con un partner/cliente).

Cosa contraddistingue un meeting di retrospettiva da un costo ad investimento?

Book Review, Work

Negoziare un contratto – “Getting to yes” book review

A volte un cliente cerca un fornitore, a volte un fornitore cerca dei clienti. In qualunque verso lo si legga, all’inizio si passa per un contratto.
In un contesto di minima fiducia reciproca e di massima incertezza (legate al prodotto o al progetto, alla gestione del rischio o alla conoscenza) la maggior parte dei contratti che nascono sono di carattere garantista. Ma per fortuna non sono l’unica opzione.