Confessioni di un procrastinatore seriale

Ciao cari lettori, avete passato una buona settimana?
La mia é stata discreta; un sacco di lavoro ma ho passato anche dei bei momenti in cucina con amici. Sono stato anche a Bologna a vedere uno spettacolo di Slava Polunin intitolato “Snow Show”. Veramente emozionante e questo clown russo resterá in Italia fino al 1 aprile, consiglio vivamente di andare a vederlo chi puó, magari comprando i biglietti da qui.

Tornando a noi, nell’ultimo appuntamento avuto con la ciurma abbiamo deciso di dividerci le settimane del mese in cui uscire con articoli, di modo da evitare di accavallarsi tutti alla fine del mese. Si perché é facile e comune che per molte attivitá ci riduciamo all’ultimo e poi ci facciamo prendere dai sensi di colpa di quanto siamo stati “patacca” a non esserci mossi prima.
Perché succede questo? Perché procrastiniamo? Perché ci viene facile posporre i problemi?
Personalmente mi ritengo un procrastinatore seriale, di quelli da competizione. Man mano che mi conosco scopro che la paura, le paure, mi bloccano dal fare le cose, specialmente le piú delicate ed importanti.

Come ha scritto Alberto in “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare” ció che non conosciamo ci fa paura, ma a volte ce ne fa anche qualcosa che conosciamo bene e che non vogliamo affrontare.
Non mi sento solo in questo difetto, penso che siamo in molti ad essere dei bravi procrastinatori.
Parlavo proprio con un mio amico di questo argomento poco tempo fa e lui mi ha confermato gli stessi sintomi.

Vorrei condividere peró con voi 2 piccoli trucchetti (forse neanche tanto piccoli) che ho trovato per ridurre questo effetto. Questi stimoli non sono efficaci al 100%, la volontá conta ancora tantissimo, ma diciamo che a volte mettersi in merda puó aiutare.

Scegliete qualcuno a cui affidarvi.

Individuate qualcuno che per voi sia importante, che abbia la vostra fiducia, qualcuno di cui abbiate stima. Qualcuno che sia sufficentemente obiettivo da non giudicarvi e che sia anche acuto dal non cadere nelle bugie che diciamo a noi stessi. Una volta che la avete trovata, che sia un compagno/a o un amico/a parlate con lui della/e cosa/e che procrastinate e dopo averlo fatto peró affidatevi ai suoi consigli. Siamo persone cocciute, pensiamo di potercela fare da soli, di non avere bisogno di nessuno; ma la realtá é che se siamo isole non siamo nulla, se non siamo in grado di poterci affidare a qualcuno non saremo mai in grado di essere degni di fiducia. E questo non fará altro che creare relazioni sterili e asettiche. Come dice il buon cuoco Danilo, bisogna essere disposti a cedere qualcosa di importante, fare un passo indietro e abbandanore un po di certezze per vivere pienamente le relazioni.

Prendere impegni davanti ad altre persone

Siate disposti a mettervi “in merda”. Scegliete anche qui delle persone che ritenete importanti per voi e palesate il vostro impegno specificando bene oggetto e tempo entro cui desiderate raggiungere questa cosa. Piú saranno importanti per voi queste persone e piú sarete stimolati a non procrastinare, a non entrare in quel circolo che vi porta a raccontarvi delle bugie.
Ma non prendetevi impegni che non potete mantenere, poiché il risultato inevitabile sarebbe quello di mentire a voi stessi oltre che agli altri.


Vorrei citarvi alcune frasi che ho tratto dal libro “59 secondi”, in cui uno psicologo Richard Wiseman parla tra le varie cose di procrastinazione.
Dice a pagina 60:

“…secondo le ricerche il 24% delle persone si definisce procrastinatore cronico. … La procrastinazione é un fenomeno molto complesso e dipende da varie cause, tra cui la paura del fallimento, il perfezionismo, lo scarso autocontrollo, la tendenza a vedere i progetti come un tutt’uno anziché suddividerli in parti piú piccole, l’inclinazione alla noia, la convizione che la vita sia troppo breve per preoccuparsi di questioni apparentemente banali e l’incapacitá di valutare quanto tempo occorra per fare le cose. … I procrastinatori rimandano spesso l’inizio di certe attivitá perché sono intimoriti dalla mole di lavoro che li attende. Tuttavia, se qualcuno li persuade a concentrarsi su un compito <<solo per qualche minuto>>, o se si persuadono da soli, sentono spesso l’esigenza di andare avanti fino in fondo”


Con questo articolo vorrei dunque condividere con voi alcune piccole tecniche.
Perché? Perché penso che un mondo migliore passi attraverso persone che agiscano e che accettino le loro paure, portandole dall’essere bloccanti a delle piú piccole sensazioni sgradevoli.

E voi, anche voi siete procrastinatori come me? Che tecniche adottate per non procrastinare?
Procrastinatori di tutti il mondo, rimbocchiamoci le maniche e affidiamoci agli altri, cosicché potremo essere noi un giorno a ricambiare l’aiuto essendo diventati noi degni di fiducia.