Agile Product Strategy – Dalla Startup Weekend (di Reggio Emilia) al mercato

 
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Questo weekend ho partecipato ad una startup weekend. Quella di Reggio Emilia.
Con una piccola differenza rispetto al passato: partecipavo nella figura di mentor. Wow!

Vittorio, un amico conosciuto un annetto fa in una startup weekend a Milano – dove lavorammo ad Ugrade insieme ad Elena Lavezzi – mi ha chiesto di partecipare e di preparare uno speech breve per i ragazzi. Tra l’altro Vittorio, per chi volesse saperlo, sta portando avanti una fantastica startup, di nome Fazland. E non solo lui! Ovunque mi girassi conoscevo dei “fazienderi“, ossia i ragazzi e che lavorano con passione a questo progetto.

Ci siamo confrontati un po sul tema che potessi portare. Tecnico, startup, metodo, design… Ne è emerso che sarebbe piaciuto a entrambi un qualcosa che desse profondità e ampiezza al tema startup, oltre che fosse anche avulso il più possibile da buzzword, come direbbe Cristiano Rastelli “4-Real”.

Ne è venuto fuori questo.

Mi sono molto divertito sia alla presentazione che alla startup weekend e ribadisco i valori che scrissi un anno fa su questo bell’evento.
Non vi dico quanto mi abbia fatto piacere parlare con Walter e Alessandro di Earlyclaim.com e sentire come stiano procedendo in maniera veramente lean nella costruzione di questo fantastico prodotto. Questi due hanno veramente gli attributi – tra cui anche tanta umiltà – credetemi!

Grazie a tutti i ragazzi che han partecipato e si sono divertiti.

PS. Un sentito grazie va a RedTurtle. Senza di loro non avrei avuto gli strumenti ne per proiettare ne per girare le slide. Mi avete salvato!

Integrate Yaml in your Sass through Compass

 
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I have been using Sass since many years and every year the way I organise my code changes.

In the last year I have had the opportunity to work a lot on Styleguides, a nice way to create artifacts of code (HTML, CSS and JS) that developers can easily use to prototype their products.

This change has raised a new need for me: reducing duplication of code.

Let’s make an example.

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Le tue retrospettive sono un investimento o un costo?

 
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Retrospective lifecycle

“At regular intervals, the team reflects on how to become more effective, then tunes and adjusts its behaviour accordingly.” From Agile Manifesto

Le retrospettive sono uno strumento che un team utilizza per osservarsi e decidere gli eventuali esperimenti di miglioramento. Esse permettono di far emergere problemi impliciti, di osservarli in maniera – se possibile – analitica e decidere come gruppo dove andare, nell’intento di ridurre la probabilità di commettere gli stessi errori o di raggiungere un obiettivo collettivo. Non esiste un metodo univoco per organizzarne una e condurla. Ci sono diversi autori che stanno cercando di creare dei framework di attività, anche ludiche, per massimizzare il ROTI (Return Of Time Invested). Le retrospettive si possono applicare a più livelli di frequenza o dettaglio, oppure su soggetti diversi (un prodotto, un team, la relazione con un partner/cliente).

Cosa contraddistingue un meeting di retrospettiva da un costo ad investimento?

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Negoziare un contratto – “Getting to yes” book review

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A volte un cliente cerca un fornitore, a volte un fornitore cerca dei clienti. In qualunque verso lo si legga, all’inizio si passa per un contratto.
In un contesto di minima fiducia reciproca e di massima incertezza (legate al prodotto o al progetto, alla gestione del rischio o alla conoscenza) la maggior parte dei contratti che nascono sono di carattere garantista. Ma per fortuna non sono l’unica opzione.

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A Critique of “Don’t Fuck Up The Culture”

 
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http://scottberkun.com/2014/critique-dont-fuck-up-culture/

In questo articolo Scott (per chi non lo conosce è autore di qualcosa come 5 libri di enorme successo – li trovate qui http://scottberkun.com/books/) colloca e ridimensiona l’articolo di Brian in un tavolo meno emozionale e più ampio.

CI vogliono gli attributi per andare controcorrente; e già solo per questo Scott merita un enorme rispetto.
La sua analisi è a mio avviso molto interessante …

Riporto una frase che mi ha colpito:

Chesky wrote: Culture is simply a shared way of doing something with passion.

No. That’s certainly a nice sentiment but it’s not a definition of culture. A proper definition is something like: culture is the willing behaviors and beliefs of a group of people. Many cultures are not passionate, or certainly not passionate primarily about work.

Cosa fate dopo aver letto un libro?

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La lettura è una parte fondamentale nella formazione e l’aggiornamento del proprio lavoro. A volte fornisce spunti di riflessione su cose che non conosciamo, a volte mostra metodi diversi per fare cose che sappiamo già fare, a volte conferma cose che crediamo giuste o sbagliate. Ma quando è finita la lettura e siete arrivati all’ultima pagina, voi che fate?

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Cultura con(tro) metodo

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Anticipo che questo potrebbe sembrare un blogpost pressapochista e sono anche consapevole che non sia in grado di dare risposte, anzi; il mio unico intento è quello di impegnare 5 minuti del vostro tempo, sparare li 3-4 domande e poi fuggire.
Se le domande sopravvivono parliamone, altrimenti beviamoci una birra insieme lo stesso e parliamo di altre cose…

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